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Mercurio nel cielo del mattino: trovarlo prima dell’alba con l’aiuto di Venere

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Disegno del cielo a est-sud-est visto da Roma il 20 novembre all’inizio del crepuscolo civile: Mercurio a 12° sopra l’orizzonte con azimut 118°, Venere a 23° di altezza con azimut 128°, Spica circa 2° sotto Venere e appena a destra, Arturo in alto a sinistra e l’eclittica come linea tratteggiata che sale ripida dall’orizzonte.
Il cielo di Roma (41,9°N) il 20 novembre all’inizio del crepuscolo civile, con il Sole 6° sotto l’orizzonte. La brillante Venere fa da guida; Mercurio si trova circa 15° più in basso, a sinistra. Posizioni calcolate con JPL Horizons.SkyFlux · JPL Horizons

Nella tarda serata del 20 novembre (UTC) Mercurio raggiunge la massima distanza angolare a ovest del Sole, 19,6° (massima elongazione occidentale). Per chi osserva dall’emisfero boreale, le mattine attorno a quella data sono una buona occasione per scorgere il più sfuggente dei pianeti visibili a occhio nudo, e la brillante Venere, più alta e alla sua destra, indica dove guardare.

Perché fine novembre è un buon momento per chi osserva dall’emisfero boreale

L’orbita di Mercurio è interna a quella della Terra, perciò da qui il pianeta sembra passare da una parte all’altra del Sole. Quando si trova a ovest del Sole, sorge prima dell’alba e compare nel chiarore del crepuscolo mattutino; nella tarda serata del 20 novembre (UTC) raggiunge la massima distanza angolare da quella parte.

È una distanza modesta. A favorire l’osservazione è l’eclittica, il percorso annuo del Sole nel cielo, lungo il quale si trovano sempre i pianeti. Prima dell’alba, nell’autunno boreale, l’eclittica sale ripida dall’orizzonte orientale: all’inizio del crepuscolo civile del 20 novembre, vista da Roma, forma con l’orizzonte un angolo di circa 61°, contro appena 25° all’alba nei giorni dell’equinozio di marzo. Con un’eclittica così ripida Mercurio si trova sopra il Sole anziché di lato, e quindi una parte maggiore della sua distanza angolare dal Sole si traduce in altezza sull’orizzonte.

Sulla sfera celeste il pianeta si trova ben più a nord del Sole, in parte perché in questo periodo dell’anno l’eclittica, a ovest del Sole, sale verso nord, in parte perché Mercurio è circa 2° a nord dell’eclittica stessa. La declinazione è l’equivalente celeste della latitudine: quella di Mercurio è −12,2°, quella del Sole −19,8°. Alle latitudini boreali, per questo, Mercurio sorge con largo anticipo sul Sole: a Roma, circa un’ora e tre quarti prima.

Dove guardare

Guarda verso est-sud-est, in basso sull’orizzonte (verso sud-est se osservi più a nord), a partire da circa un’ora prima del sorgere del Sole. A quell’ora, alle latitudini tra 40° e 59°N, Mercurio è già a 7–8° di altezza; prima è più basso e più immerso nella foschia dell’orizzonte. Per cominciare, cerca Venere. A fine ottobre è passata tra la Terra e il Sole (congiunzione inferiore) e ora è l’oggetto più luminoso in quella parte del cielo, di magnitudine −4,9 (su questa scala, più il valore è basso, più l’astro è luminoso). Mercurio è più in basso, a sinistra: il 20 novembre si trova a circa 15° da Venere, cioè un pugno e mezzo a braccio teso. La distanza tra i due cresce da 13° il 14 novembre a 20° il 26, perché Venere si allontana dal Sole più in fretta di Mercurio, che dopo il 20 torna ad avvicinarsi al Sole.

Le altezze del 20 novembre all’inizio del crepuscolo civile, quando il Sole è 6° sotto l’orizzonte:

  • 41,9°N (Roma): Mercurio 12°, Venere 23°; il crepuscolo civile inizia 34 minuti prima del sorgere del Sole.
  • 59°N (Stoccolma, Oslo): Mercurio 8°, Venere 16°; il crepuscolo civile inizia 54 minuti prima del sorgere del Sole.
  • 51,5°N (Londra): Mercurio 10°, Venere 19°; il crepuscolo civile inizia 42 minuti prima del sorgere del Sole.

Mercurio resta vicino a queste altezze più o meno dal 17 al 23 novembre. Circa 2° sotto Venere, appena a destra, c’è Spica, la stella più luminosa della Vergine. Non confonderla con Mercurio, che è più luminoso e si trova molto più in basso e più a sinistra.

Per sapere dove si trova Mercurio visto dal tuo luogo di osservazione, apri la mappa del cielo di SkyFlux.

Che cosa vedrai

A occhio nudo Mercurio è solo un punto luminoso nel cielo che si rischiara, e diventa più brillante giorno dopo giorno, perché vediamo una porzione sempre più grande del suo emisfero illuminato: magnitudine +0,3 il 14 novembre, −0,2 il 17, −0,4 il 20 e −0,6 il 23. Vicino all’orizzonte, però, la foschia ne attenua la luce, e il pianeta può sembrare più debole di quanto dicano questi numeri.

Il binocolo aiuta: perlustra lentamente il cielo in basso a sinistra di Venere e, una volta trovato Mercurio, abbassa il binocolo e cercalo a occhio nudo. Riponi il binocolo prima che sorga il Sole. Spunterà vicino alla zona che stavi osservando, e anche guardarlo per un attimo con il binocolo può danneggiare la vista in modo permanente.

La Luna non disturba: fino al 23 novembre, quando albeggia, è già tramontata; dalla Luna piena del 24 in poi, all’alba è bassa a ovest, dalla parte del cielo opposta a Mercurio.

Perché Mercurio è difficile da vedere

L’orbita di Mercurio è così piccola che, visto dalla Terra, il pianeta non si allontana mai dal Sole più di circa 28°. Dalle medie latitudini boreali, quindi, lo si vede basso e nel crepuscolo, raramente o mai in un cielo del tutto buio. Questa volta l’elongazione massima è di soli 19,6°, perché Mercurio è a circa 50 milioni di km dal Sole, vicino alla distanza minima di 46 milioni di km e molto al di sotto di quella massima di 70 milioni di km: quanto più Mercurio è vicino al Sole, tanto minore è la sua massima distanza apparente dal Sole.

Fonti e licenze

  • JPL Horizons (NASA/JPL) — Posizioni, elongazione, magnitudini, fase, declinazioni e altezza e azimut topocentrici di Mercurio, Venere, Sole e Luna, calcolati il 17 ottobre 2026 (per Roma il 20 ottobre 2026). https://ssd.jpl.nasa.gov/horizons/
  • SIMBAD (CDS, Strasburgo) — Coordinate e magnitudine V di Spica (alf Vir) e Arturo (alf Boo). https://simbad.cds.unistra.fr/simbad/
  • NASA NSSDC, scheda dati di Mercurio (Mercury Fact Sheet) — Distanze di Mercurio dal Sole al perielio (46,0 milioni di km) e all’afelio (69,8 milioni di km). https://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/factsheet/mercuryfact.html

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