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Picco delle Geminidi: le notti migliori e dove guardare

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Mappa del cielo verso sud vista da Roma alle 01:08 UTC del 14 dicembre 2026. Il radiante delle Geminidi, segnato da un cerchio subito accanto a Castore e Polluce, è a 81° sopra l’orizzonte, quasi allo zenit; Giove e Marte brillano più in basso, a sud-est, e cinque scie di meteore, prolungate all’indietro, convergono verso il radiante.
Il cielo di Roma (41,9°N) alle 01:08 UTC del 14 dicembre, quando il radiante delle Geminidi culmina accanto a Castore, a 81° di altezza verso sud, quasi allo zenit. Posizioni calcolate con JPL Horizons e SIMBAD; le scie delle meteore hanno solo valore illustrativo.SkyFlux · JPL Horizons · SIMBAD · SkyFlux (own drawing; positions from JPL Horizons and SIMBAD)

Le Geminidi, che secondo l’International Meteor Organization (IMO) sono il più affidabile dei grandi sciami meteorici annuali, raggiungono il picco il 14 dicembre verso le 14:00 UTC. In tutta Europa a quell’ora è giorno o crepuscolo e il radiante è basso o sotto l’orizzonte. Negli ultimi vent’anni, però, il picco è arrivato anche con 17 ore di anticipo: la scelta più sicura è quindi la notte tra il 13 e il 14 dicembre.

Quale notte scegliere

L’attività è alta (un tasso orario zenitale, o ZHR, di 100 o più; vedi «Che cosa vedrai») solo per 10–12 ore attorno al picco. Secondo l’IMO, negli ultimi vent’anni i picchi ben osservati si sono verificati fra circa 17 ore prima e 4 ore dopo l’ora prevista. Nel 2026 il picco può quindi arrivare in qualsiasi momento fra le 21:00 UTC del 13 dicembre e le 18:00 UTC del 14.

Gran parte della notte europea tra il 13 e il 14 dicembre rientra in questa finestra: se il picco arriva in anticipo, dall’Europa lo si vede con il radiante alto. La sera del 14 è più vicina all’ora prevista, ma a inizio serata il radiante è ancora basso: da Roma alle 18:00 UTC è a soli 11° e supera i 40° solo verso le 21:00 UTC; più a est sale prima. Vale comunque la pena di uscire a guardare, perché secondo l’IMO le Geminidi brillanti si fanno più frequenti nella fase finale del picco. Sulla costa occidentale del Nord America la notte tra il 13 e il 14 dicembre finisce circa un’ora prima del picco previsto; più a est l’alba arriva prima.

Dove guardare

Le Geminidi possono comparire in qualsiasi punto del cielo, ma se prolunghi all’indietro le loro scie, convergono tutte in un unico punto, il radiante, vicino a Castore, una delle due stelle brillanti dei Gemelli.

Dall’Italia il radiante sorge a nord-est all’inizio della sera e raggiunge la massima altezza, verso sud, a metà notte. Da Roma (41,9°N) culmina a 81° sopra l’orizzonte, quasi allo zenit, verso le 01:08 UTC del 14 dicembre, e resta sopra i 40° all’incirca dalle 21:00 alle 05:20 UTC. A nord di circa 57°N non tramonta mai; da Roma invece tramonta, ma solo verso le 09:30 UTC, in pieno giorno, e torna a sorgere verso le 16:45 UTC. Più il radiante è alto, più meteore si vedono, quindi quasi tutta la notte è buona.

Non serve guardare dritto verso il radiante: le meteore che compaiono lì vicino lasciano scie corte, quelle più lontane scie più lunghe. Guarda verso la zona più buia del cielo, a circa metà strada fra l’orizzonte e lo zenit. La mappa del cielo di SkyFlux ti mostra dov’è il radiante visto dal punto in cui ti trovi.

Dall’emisfero australe si vedono meno Geminidi. Il radiante si trova 33° a nord dell’equatore celeste: da Sydney (34°S) arriva al massimo a 23° di altezza verso nord, e a sud di 57°S non sorge mai. Nell’Australia orientale il picco previsto cade di notte, ma ci si può aspettare solo un terzo circa delle meteore che si vedono con il radiante alto.

Che cosa vedrai

L’IMO indica uno ZHR di 150: il numero di meteore che un singolo osservatore conterebbe in un’ora sotto un cielo perfettamente limpido, con stelle visibili fino alla magnitudine 6,5 e il radiante allo zenit. I conteggi reali sono più bassi, soprattutto a causa della luminosità del cielo: per le Geminidi, ogni volta che l’inquinamento luminoso abbassa di una magnitudine il limite delle stelle visibili, il conteggio si riduce di un fattore 2,6 circa. Al picco, con il radiante a 60° di altezza, sotto un cielo di periferia in cui si vedono stelle fino alla magnitudine 5,5 si contano circa 50 meteore l’ora, sotto il cielo di un centro abitato circa 30 e sotto un cielo buio di campagna circa 80. Questi però sono i valori del picco: quando il radiante culmina su Roma, nella notte tra il 13 e il 14 dicembre, mancano ancora quasi 13 ore al picco previsto, quindi aspettati meno meteore, a meno che il picco non arrivi in anticipo.

Le Geminidi entrano nell’atmosfera a 35 km/s, meno veloci delle Perseidi (59 km/s), e a occhio sembrano sensibilmente più lente. Lo sciame è noto per le meteore brillanti e i bolidi.

La Luna sarà una falce crescente, illuminata fra il 19 e il 27%; da Roma tramonta verso le 19:35 UTC il 13 dicembre e verso le 20:40 UTC il 14, e da quel momento fino all’alba il cielo resta senza Luna.

Uno sciame nato da un asteroide

Lo sapevi?La maggior parte degli sciami meteorici nasce da comete; le Geminidi invece vengono da 3200 Phaethon (Fetonte), un asteroide di circa 6 km di diametro. Fetonte passa a 0,14 unità astronomiche dal Sole (circa 21 milioni di km), meno della metà della distanza minima fra Mercurio e il Sole. Vicino al Sole mostra una breve coda che, come hanno rivelato nel 2023 gli osservatori solari, è fatta di sodio gassoso e non di polvere. Che cosa abbia portato Fetonte a perdere così tanta polvere resta un mistero.

Fonti e licenze

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